Massimo Quaini e la storia della cartografia

  • Massimo Rossi Fondazione Benetton Studi Ricerche, Treviso

Resumo

«[…] la vita e lo studio del giovane geografo appare sempre più simile alla cavalcata del “cavaliere beato che si lancia impetuosamente verso il passato in un viaggio allegro e vuoto, ma non è più un carico per il suo corsiero”, perché sotto di lui il cavallo scompare: non ci sono più gli speroni, le briglie e “non si vede più che la campagna davanti a sé come una landa pelata, già senza il collo e senza la testa del cavallo” (Benjamin, 1962, pp. 261 e sgg). Detto fuor di metafora: nella landa pelata, che è il paesaggio della globalizzazione, il viaggio è vuoto e senza allegria perché ai giovani si è tolta anche la possibilità, che la mia generazione ancora aveva, di lanciarsi impetuosamente verso il passato (requisito necessario per costruire il nuovo sull’eredità delle generazioni che ci hanno preceduto) (QUAINI, 2015, p. 138).»

In questa breve ma intensa citazione credo si annidino alcuni dei temi più importanti affrontati da Massimo Quaini nel corso delle sue lunghe peregrinazioni teoriche. In particolare, non trovo azzardato dire che la cartografia, la storia della cartografia con la ricerca d’archivio, e le loro multiformi implicazioni nei diversi ambiti disciplinari, siano state pervasive e presenti quasi in ogni sua riflessione. [...]

Publicado
2021-12-31
Secção
Storia della cartografia