La Val d’Alpone: un territorio alla ricerca della propria identità, tra utopia e realtà
Abstract
Nel corso della seconda metà del secolo scorso il progressivo abbandono delle aree interne a favore dei centri urbani ha prodotto spopolamento e dissesto idrogeologico, compensato dalla rinaturalizzazione di ampi spazi che hanno valorizzato l’ambiente naturale e il paesaggio.
Le azioni portate avanti per frenare l’esodo raramente hanno prodotto gli effetti sperati poiché gli interventi sono stati progettati e promossi senza la compartecipazione dei residenti. Colonizzati da modelli di sviluppo e stili di vita impropri, espropriati delle risorse ritenute proprie, marginalizzati daiservizi essenziali, i residenti rimasti non solo hanno spezzato gli antichi legami con il proprio territorio, ma tendono ad osteggiare ogni iniziativa volta ad una ri-territorializzazione, prospettata secondo ottiche e criteri avulsi dal contesto socio-culturale di riferimento.
Il caso della Val d’Alpone in provincia di Verona, ricca di risorse ambientali e potenzialmente valorizzabile, rappresenta l’emblema di una conflittualità resiliente tra centro e periferia, per la cui soluzione servono strategie diverse rispetto a quelle adottate finora o prospettate dalla logica del progetto “aree interne”, perno della politica europea di coesione territoriale per il periodo 2014-2020.

