geografia
storica

Coordinatore

Luisa Spagnoli

Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea

Nel ruolo di coordinatori della sezione di Geografia storica si sono succeduti Leonardo Rombai e Anna Guarducci.


La Geografia storica deve le sue conquiste in ambito teorico e metodologico all’evoluzione della tradizione di studi che si è formata in Italia e in Europa, soprattutto a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso. In particolare, lo sviluppo della ricerca geografico-storica, letta nel più ampio contesto della maturazione delle scienze geografiche, richiama la lezione di Lucio Gambi e la sua impostazione storicista della geografia umana, con al centro l’uomo come origine del valore nei processi di strutturazione del territorio, concepito come prodotto sociale, frutto di sedimentazioni storiche cicliche.


La Geografia storica si qualifica di fatto per il metodo spazio-temporale, a scale e fonti integrate che fa leva sulla diacronia, procedendo verticalmente attraverso il tempo e analizzando a fondo il modo in cui una fase ha ingranato nella successiva. Coniugare, quindi, sincronia e diacronia, tempo e spazio, facendo emergere i nuclei di dinamicità che segnano il passaggio da una fase all’altra. In questo modo, dal punto di vista operativo, la disciplina offre strumenti metodologici indispensabili per politiche pubbliche più consapevoli rivolte alla tutela dei patrimoni, alla gestione del rischio e alla rigenerazione dei territori. Comprendere come una fase storica ingrani nella successiva aiuta, infatti, a conoscere il territorio e a progettare interventi che rispettino le identità locali, promuovendo sostenibilità e sviluppo.


L’evoluzione della geografia storica italiana – che abbandonando i circoscritti “tuffi” nel passato ha privilegiato il carattere critico e operativo della ricerca – testimonia la sua vocazione prospettica e progettuale, tipica di una scienza attiva che, non limitandosi a studiare il passato “fine a se stesso”, mette in luce le matrici storiche delle strutture paesistico-territoriali per orientare il presente. In tal senso, la Geografia storica tende all’attualità, perché fornisce conoscenza contestualizzata, criteri per la tutela e la valorizzazione e un quadro interpretativo in grado di coniugare memoria, identità e progetto.